Come affronto il periodo dell’adolescenza di mio figlio?

Dove tu sei,
quella,è casa
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Emily Dickinson

L’adolescenza è un periodo evolutivo connotato da molti cambiamenti, da una incessante ricerca della propria identità. Le parole della Dickinson mi risuonano pensando al tempo dell’adolescenza e alla domanda che spesso rimbalza nella mente di ogni adolescente: “chi sono?”, “chi voglio essere?”.  La psicoterapia rivolta all’adolescente gli permette di essere accompagnato nella propria ricerca, per scoprire il proprio sé, le stanze che lo abitano, per “mettersi comodo” nella propria casa per riprendere la frase iniziale di Dickinson. Di seguito, farò riferimento soprattutto ad un autore, Daniel J. Siegel, noto psichiatra, il quale nel suo libro “La mente adolescente”, illustra in modo molto chiaro le caratteristiche dell’adolescenza, andando a sfatare i falsi miti che spesso attribuiamo a questa fase evolutiva:

gli ormoni impazziti fanno andare fuori di testa i ragazzi(Siegel, 2014, pag. 13): non sono solo i cambiamenti ormonali, ma soprattutto le modificazioni durante lo sviluppo del cervello dell’adolescente, con altri fattori, che incidono sui comportamenti che i ragazzi mettono in atto. È importante come adulti informarsi e conoscere cosa avvenga durante la crescita dei ragazzi per comprendere come rendersi la vita più facile a vicenda;

l’adolescenza è una fase di immaturità” (Siegel, 2014, pag. 14), cioè un momento in cui l’adolescente e i suoi familiari dovrebbero resistere a questo periodo e aspettare che il ragazzo cresca: no!! Questa è un’idea limitante, sottolinea Siegel, e non mette in luce le risorse che in questa fase il ragazzo può scoprire e far emergere di sé.

 Altro falso mito è che il “ragazzo dovrebbe passare da una fase di dipendenza dai genitori ad una fase di totale indipendenza dagli adulti” (Siegel, 2014, pag. 14).  L’adolescente, anche se sta crescendo ha bisogno di mantenere delle relazioni con delle guide adulte, pur coltivando e ampliando le sue relazioni con i coetanei. La sua crescita avviene in modo graduale e va accompagnato con i suoi tempi verso la maturità.            

Come stare in relazione con i nostri ragazzi? L’adolescente, per le caratteristiche che connotano il suo sviluppo cerebrale, come accennato sopra, tende a vedere il mondo "o bianco o nero” e spesso si perde le sfumature delle situazioni. Come adulti abbiamo il compito di aiutarlo a “vedere le sfumature” della vita. Come? Un primo esempio concreto è aiutandolo ad allenarsi con i propri genitori a negoziare, cioè a trovare una soluzione comune. Una classica situazione è l’orario di rientro da un appuntamento con gli amici nell’orario serale. Spesso un no categorico e un muro da parte dei genitori nei confronti del figlio o della figlia che vorrebbe stare fuori di più, stimola nel ragazzo a mettere in atto atteggiamenti di sfida e provocazione, a dire bugie, perché non si sente per nulla considerato dagli adulti. Quando invece l’adolescente viene coinvolto nello scegliere l’orario e mamma o papà spiegano innanzitutto le loro ragioni, negoziando con l’adolescente, egli percepirà che gli è stato dato ascolto e fiducia e avrà meno desiderio di infrangere il proprio patto con i genitori. Negoziare significa essere guida del ragazzo ma non invadente, perché si valorizzano anche le sue idee, il suo pensiero che diviene parte attiva nella scelta. In questo modo non si sentirà, come descritto nel secondo falso mito, all’interno di una fase evolutiva da dimenticare, ma un membro importante della famiglia che sta imparando a tener testa a mamma e papà nelle scelte e nelle discussioni. Qualora tutto questo diventasse un difficile obiettivo, il lavoro di psicoterapia con l’adolescente, può diventare uno spazio altro dalla famiglia, dove il ragazzo impara a prendere consapevolezza dei propri pensieri, emozioni e comportamenti messi in atto a casa, con gli amici e altri adulti di riferimento. In questo spazio, fisico e psichico che a poco a poco, diviene uno spazio interno, l’adolescente si allena a stare in relazione con sé e con un adulto che gli fa da Caronte, accompagnandolo negli abissi della sua sofferenza e permettendogli poi di risalire, sostenendolo ed incoraggiandolo nelle sue scelte. Spesso infatti, i genitori, durante l’adolescenza dei figli si trovano impreparati ad una specie di tsunami di emozioni e ad un rapporto che cambia velocemente e che oscilla tra forti conflitti e lunghi silenzi. Perciò se credi che tuo figlio abbia bisogno di ricevere sostegno o se vuoi ricevere come genitore invece un supporto su come relazionarti con tuo figlio puoi contattarmi. Nel frattempo ti auguro buon viaggio.

BIBLIOGRAFIA

Siegel D.J. (2014). La mente adolescente. Milano: Raffaello Cortina Editore.